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Sapone protettivo?

Spesso sentiamo parlare di “protezione” del sapone da barba. Ma un sapone può essere protettivo? E soprattutto ci protegge da cosa?
Prima di cominciare ti do subito la mia risposta: il sapone da barba non protegge la pelle da un utilizzo errato della lametta o della lama, non scherma il viso, non è uno scudo! Invece, un buon sapone, può proteggere da stress fisici, chimici e meccanici che la pelle subisce con la rasatura.
In modo ricorrente, negli anni, ho letto (e poche volte partecipato a) discussioni fra appassionati di rasatura tradizionale sul tema della “protezione”. Forse sono dibattiti che in fondo animano le persone soltanto sul significato che ciascuno vuole attribuire alla parola “protezione” (da chi devo proteggermi? cosa mi protegge?). Il risultato è (come è giusto che sia in una società che ancora ci consente di avere opinioni diverse) una frattura (in senso metaforico) fra chi ritiene che alla protezione si debba dare un significato legato squisitamente alla capacità umana di utilizzare il rasoio nel modo corretto e chi ritiene che anche il sapone abbia un suo ruolo nel concetto di protezione. Io appartengo a quest’ultima schiera eretica e per questo vorrei condividere, senza nessuna pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno, alcune riflessioni.
Lo strato più superficiale della pelle (corneo) è costituito da cellule cheratiniche tra le quali scorre una protezione naturale, chiamata film idrolipidico, composta da una parte grassa e da una parte acquosa, che ha il compito di modulare l’idratazione superficiale cutanea nonché il suo PH.
Non vi spaventate, non è un trattato scientifico ma è una premessa essenziale e molto importante! Se è chiara, andiamo avanti.
Fare la barba, secondo i dermatologi, è un “trauma positivo” per la pelle in quanto favorisce il ricambio delle cellule, rimuovendo quelle morte e restituendole un aspetto più giovane. Gli stessi dermatologi, però, sostengo anche che sia necessario prestare attenzione a non danneggiare il film idrolipidico perché ciò renderebbe la nostra pelle secca, poco elastica e più sensibile a tutti gli stress (cito solo quelli fisici, chimici e meccanici che sono utili all’oggetto di questa riflessione) anche per via dell’alterazione del PH.
Esistono tanti tipi di pelle e quindi è impensabile poter applicare il concetto di cui sopra alla totalità degli uomini ma, nel tentativo di ragionare su larga scala, proviamo ad entrare più nel dettaglio.
Una rasatura “errata” (ovvero eseguita con una pelle poco idratata, già stressata, con eccessivi passaggi del rasoio, ecc…) altera e danneggia il film idrolipidico. Le conseguenze, sono quelle già descritte nelle premesse.
Ma parliamo ora del sapone.
Cos’è il sapone? Un sale! Un sale capace di sciogliere le sostanze grasse.
Da cosa è composto un sapone? Da molecole con una testa idrofila e una coda idrofoba.
Quindi un sapone si caratterizza per la sua capacità di trattenere acqua e respingere acqua allo stesso tempo.
Un comune sapone (non quello da barba, poi leggeremo) nasce con lo scopo di detergere perché la schiuma prodotta rimuove lo sporco efficacemente.
Ma come fa un sapone a fare la schiuma (ovvero a produrre le bolle)? Lo fa grazie alla testa idrofila delle sue molecole ovvero alla capacità di unirsi all’acqua e formare una pellicola che trattiene l’aria senza disperderla, creando le bolle! Quindi la coda (quella idrofoba) delle sue molecole, è altresì importante ma non quanto lo è, invece, nei saponi da barba.
I saponi da barba, infatti, non sono comuni saponi perché non nascono con lo scopo di detergere.
E allora quali sono gli scopi di un sapone da barba? Il primo è quello di mantenere la pelle idratata durante la rasatura (prevenendo uno stress fisico-chimico), il secondo è quello di garantire maggiore scorrevolezza al rasoio (prevenendo stress fisico-chimico-meccanico); ciò consente di preservare il film idrolipidico e quindi prevenire irritazioni e rossori (stress fisico-chimico) nonché eventuali microlesioni (stress meccanico). Ci sono anche altri scopi, sia chiaro, ma illustrarli non è utile all’oggetto di riflessione.
Fermi! Ho detto prevenire, non eliminare! Questo è il mio concetto di protezione!
Ma andiamo avanti. Oppure torniamo indietro, decida il lettore.
La differenza tra un sapone detergente e un sapone da barba sta proprio nella capacità, del secondo, di caratterizzarsi appieno anche per le sue capacità idrofobe; l’acqua respinta, infatti, diventa acqua preziosa per la nostra pelle che la assorbe idratandosi!
E così il primo scopo di un sapone dovrebbe essere più chiaro.
E il secondo scopo, quello della scorrevolezza, come lo si spiega? Sempre grazie alle sue capacità idrofobe! C’è un però! Gli acidi grassi non sono tutti uguali! Quelli ottimali devono avere code idrofobe con uno specifico numero di atomi di carbonio (C16, C18, ecc..) affinchè possano generare delle bolle che si disperdono molto più lentamente di quelle prodotte da un sapone detergente. Perché? Perché così facendo creano una schiuma più compatta, una sorta di cuscinetto d’aria, fanno scorrere più facilmente il rasoio e calmano efficacemente le irritazioni che esso può provocare (in realtà c’è un ulteriore beneficio in quanto una schiuma più cremosa è una schiuma più emolliente!). Quali sono gli acidi grassi con queste caratteristiche? Rispondere a questa domanda meriterebbe una trattazione a parte; in estrema sintesi: linoleico, oleico, palmitico, stearico, ecc…
E così anche il secondo scopo di un sapone dovrebbe essere più chiaro.
Ma i saponi da barba sono tutti uguali? Facciamo due esempi.
Se per raderci usassimo un sapone lavamani, il suo alto potere detergente potrebbe danneggiare il film idrolipidico. Le conseguenze, sarebbero quelle già descritte nelle premesse (se già le abbiamo dimenticate, basta tornare su).
Se per raderci usassimo un sapone da barba realizzato con acidi grassi che non hanno le caratteristiche descritte pocanzi (ovvero con un numero di atomi di carbonio poco adatti ad un sapone da barba) potremmo peggiorare la scorrevolezza del rasoio, perdere le proprietà emollienti e danneggiare il film idrolipidico.
Ma i grassi aggiunti (ovvero quelli non saponificati) a che servono? Rispondere a questa domanda meriterebbe una trattazione a parte e non è utile all’oggetto di questa riflessione.
Ma allora il montaggio è importante? Certo che si! Montare un sapone nel modo corretto significa dargli acqua e aria nella giusta quantità affinchè si crei quel tipo di schiuma, descritta in precedenza, adatta alla rasatura.
Questo è il mio concetto di protezione!
Un’ultima domanda: ma quindi utilizzando un sapone protettivo evito di farmi male? NO! Per non farsi male, serve prima la testa e poi la mano!

